SIT ENTRA NEL CAPITALE DI UPSENS (GRUPPO OPTOI), PMI INNOVATIVA CHE SVILUPPA SENSORI DI MONITORAGGIO DELLA QUALITÀ DELL’ARIA

  • Dopo la pandemia, il mercato degli strumenti di monitoraggio e controllo della qualità dell’aria è previsto in forte crescita per il ruolo sempre più centrale del comfort domestico e dell’efficienza energetica
  • Il mercato della Ventilazione Meccanica Controllata (soluzioni che assicurano salubrità dell’aria e recupero del calore) prevede in Europa l’installazione al 2026 di 3 milioni di dispositivi, il triplo degli attuali
  • SIT entra nel capitale di UpSens con il 10%, attraverso un aumento di capitale dedicato, per supportarne lo sviluppo ed ampliare la gamma di soluzioni, in linea con la mission del gruppo

 

Padova, 17 gennaio 2023 – SIT, multinazionale quotata al segmento Euronext Milan di Borsa Italiana che crea soluzioni intelligenti per il controllo delle condizioni ambientali e per la misurazione dei consumi, annuncia il proprio ingresso nel capitale di UpSens, PMI innovativa con sede a Trento, appartenente al Gruppo Optoi, specializzata nello sviluppo di dispositivi per il monitoraggio di parametri ambientali indoor, sia di tipo standard che custom, con una competenza specifica sulla qualità dell’aria. L’operazione si è perfezionata attraverso un aumento di capitale di UpSens al termine del quale SIT detiene una quota pari al 10%.

Razionale dell’operazione – La pandemia ha reso le persone consapevoli che il monitoraggio costante della qualità dell’aria, del rumore e della luminosità negli ambienti chiusi, nonché il controllo automatizzato degli impianti coinvolti nella loro gestione (condizionamento, riscaldamento e ventilazione), sono un requisito fondamentale per la salute delle persone. L’attenzione alla salubrità e al benessere negli ambienti indoor sta assumendo un’importanza crescente: in Italia e in altri paesi industrializzati le persone trascorrono circa il 90% del proprio tempo al chiuso, dove l’aria può essere anche 5 volte più inquinata che all’esterno. Negli ultimi anni, si sta quindi diffondendo lo smart building, ovvero la connessione digitale e automatizzata, grazie a IoT e domotica, degli edifici residenziali e degli uffici, che diventano così “intelligenti”, capaci di monitorare i parametri di qualità dell’aria e di gestire in modo automatizzato gli impianti che rendono salubre uno spazio indoor.

Dalla collaborazione tra SIT e UpSens nasceranno sinergie rilevanti nell’ambito delle soluzioni per la qualità dell’aria, in particolare nel segmento VMC (Ventilazione Meccanica Controllata). Le soluzioni VMC consentono il ricambio e la filtrazione dell’aria e, attraverso lo scambio di calore tra l’aria in uscita e l’aria in ingresso, permettono di migliorare l’efficienza termica degli edifici. SIT è già oggi fornitore di elettronica di controllo per il segmento VMC e prevede di ampliare ulteriormente la propria gamma nei prossimi anni. La partnership con UpSens si inserisce in questo percorso di sviluppo strategico del segmento.

VMC, IoT e smart building: contesto di mercato – Il mercato dei sistemi di VMC (Ventilazione Meccanica Controllata) è atteso in forte crescita nei prossimi anni; infatti, si prevedono circa 3 milioni di sistemi installati in Europa nel 2026, circa il triplo degli attuali.

Anche nel settore IoT le soluzioni tecnologiche capaci di contenere i consumi energetici stanno registrando uno sviluppo crescente, considerato che il monitoraggio dei consumi energetici è la seconda area di focalizzazione delle startup dello smart building[1]. Negli USA, le startup del settore “IoT per lo smart building” hanno raccolto il 44% dei finanziamenti totali alle startup esaminate dal Report Smart Building & City degli Osservatori Internet of Things e Startup Intelligence del Politecnico di Milano. In Italia nel 2021 il mercato dell’IoT valeva 7,3 miliardi di euro (+22% rispetto al 2020)[2], con una crescita ben superiore a quella del mercato digitale nel suo complesso. McKinsey stima che entro il 2030 il valore economico potenziale del settore dell’IoT a livello mondiale possa oscillare tra i 5000+ e i 12.000+ miliardi di dollari, di cui almeno 440 miliardi nell’ambito domestico.

“Il controllo della qualità dell’aria negli ambienti chiusi è elemento centrale della mission di SIT sin da prima della pandemia. Questo è un aspetto che incide moltissimo sulla qualità della vita e mai come ora le persone se ne rendono conto” ha detto Federico de’ Stefani, Presidente ed Amministratore Delegato di SIT, “Questa consapevolezza ha fatto spazio ad investimenti, anche grazie ai bonus governativi, in soluzioni di depurazione dell’aria da un lato ed efficientamento energetico dall’altro, per non disperdere il calore generato, oggi così costoso. Per cogliere le opportunità in questo segmento di mercato – continua de’ Stefani – abbiamo trovato in UpSens un partner competente che condivide la nostra mission. Vogliamo giocare un ruolo da protagonisti nella transizione energetica, creando soluzioni che possano davvero fare la differenza nelle vite di tutti noi e che siano in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione e le politiche di salvaguardia ambientale”.

“I sensori e le tecnologie innovative per la misura della qualità dell’aria negli ambienti in cui viviamo sono diventati sempre più importanti negli ultimi anni. Questa visione, rafforzata dalla nostra sensibilità in tema di benessere e salute, unitamente all’attenzione per la sostenibilità, è la motivazione per cui abbiamo concepito UpSens” ha commentato Alfredo Maglione, Presidente di UpSens e del Gruppo Optoi. “La partnership societaria con un gruppo come SIT ci onora. Sono convinto che la nuova compartecipazione permetterà ad entrambi di rafforzarsi reciprocamente e crescere nei settori del monitoraggio ambientale, e in particolare nei sistemi di qualità dell’aria attraverso gli impianti di Ventilazione Meccanica Controllata. Il mercato richiede sempre più sensori anche per queste applicazioni – continua Maglione – e UpSens può fare affidamento sulla capacità del Gruppo Optoi di sviluppare e produrre internamente sensori”.

[1] Fonte: Politecnico di Milano

[2] Fonte: Politecnico di Milano

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